venerdì 2 aprile 2010

FEDERIGO TOZZI: SCRITTORE TOSCANO TUTTO DA RI-SCOPRIRE


di Beatrice Fiaschi

La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, con la partecipazione della Fondazione Il Fiore e il Ministero per i Beni e le Attività culturali, ha organizzato per l'appena trascorso 30 Marzo, un incontro multimediale in occasione dei novant'anni dalla scomparsa di Federigo Tozzi, scrittore toscano del Novecento. Questo il ricco programma: introduzione di Antonia Ida Fontana, Direttrice della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e di M. Grazia Beverini Del Santo Presidente della Fondazione il Fiore e di Marco Marchi, con La Firenze di Tozzi. Ha seguito Il luccichio sulla corrente -testo scenico di Marco Marchi da Con gli occhi chiusi con Musiche di Frédéric Chopin e voce recitante di Laura Mazzi- alla presenza di Silvia Tozzi, nipote dello scrittore.

Questa ricorrenza è occasione per ricordardare uno scrittore troppe volte dimenticato o fagocitato da altri grandi della letteratura italiana. A livello di scuole superiori è davvero raro, infatti, che se ne parli, così come anche all'università spesso è incluso solo in programmi molto specialistici. Sembra che si possa facilmente mettere all' ombra di altri grandi della nostra storia. Che basti fare cenno alla sua opera più famosa, e nemmeno la più bella, "Con gli occhi chiusi", per spiegare chi è stato Federigo Tozzi. Che si possa accostare a Verga per certi versi, o a Svevo per altri, sebbene nomi illustrissimi, non gli rende giustizia. E non ne rivela la complessità.

Tozzi è un autore in realtà ricco quanto controverso, che presenta infinite sfaccettature psicologiche ed estetiche e che, nonostante possa risultare ad una prima lettura abbastanza pesante, rivela improvvise aperture e lirismi che non ci si aspetterebbe. Uno scrittore dalla vita abbastanza difficile, da rapporti spesso negati con le persone amate, dalla salute cagionevole. Un uomo dalla sensibilità profonda, dalla personalità non facile da gestire, per chi lo ha vissuto e per chi lo ha solo letto. Le sue righe rivelano la necessità di andare oltre l'effimero del reale e scavare dentro le anse dell'uomo. Scoprendo dettagli che sarebbe meglio non vedere da quanto potrebbero disgustare, svelando i meccanismi perversi che muovono ogni azione. Anche quando i personaggi dipinti da Tozzi non si muovono, dentro di loro ci sono una ricchezza di perversioni e debolezze e un andirivieni di sentimenti che fanno paura e fanno riflettere su quanto poi, non sono troppo dissimili da noi stessi.

Pietro, il protagonista di "Con gli occhi chiusi", così come Remigio de "Il podere" o Dario de "Gli egoisti" sono personaggi inetti come anche Svevo li avrebbe dipinti, ma c'è qualcosa di diverso in loro. Tozzi è un autore inaccostabile ad altri, e così le sue creature. Personaggi che finiamo con l'odiare a causa della forza con cui ci vengono presentati. Personaggi che fanno rabbia per quanto non-essere hanno da dare.
E poi ci sono i grandi paesaggi che il Tozzi pittore dipinge. Una natura che pare palpabile dai colori caduchi con i quali viene pennellata e che a tutti gli effetti costituisce personaggio onnipresente e onniscente in ogni romanzo. Queste campagne toscane fuori dalla Porta Camollia stringono la gola del lettore dagli odori che portano con sè, lo stesso nodo che inevitabilmente coglie il cuore ad una lettura più partecipata. Perchè è una natura carica di emozioni quella descritta da Tozzi, quella che gli ispira d'altronde le migliori parti liriche rintracciabili nella sua scrittura mai troppo facile, ma nemmeno difficile.

Che questo memoriale sia occasione di una nuova vita per la prosa tozziana. Molto autobiografica, molto verista, molto naturalista, a tratti psicologica e tristemente visionaria. Ma soprattutto testimonianza di una sensibilità che è stata di pochi. Il romanzo che emoziona non deve necessariamente narrare chissà quali misteri, chissà quali amori da favola, chissà che morti eroiche. Può bastare anche lasciarsi andare a righe prive di ogni retorica, ma dense di chi cerca di farci vedere l'uomo per quello che è.

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